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storia

La Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, fondata in Torino nel 1874 da un gruppo di studiosi e appassionati nel campo dell'arte e dell'archeologia, fra cui Carlo Baudi di Vesme, Gaudenzio Claretta, Bartolomeo Gastaldi, Ariodante Fabretti, ebbe la sua prima sede storica presso il Borgo Medioevale del Valentino.

Prima della istituzione delle Soprintendenze ha operato con scavi archeologici e restauri sul territorio piemontese.

Dal 1910 ha sede in Torino nella Palazzina che fu la residenza del  pittore Vittorio Avondo.

Attualmente la Società collabora con le autorità preposte alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio archeologico ed artistico subalpino e pubblica un Bollettino in cui compaiono le comunicazioni di soci e studiosi su argomenti concernenti l’archeologia, la pittura, la scultura, l'architettura e le arti applicate in Piemonte.

Sono stati presidenti della SPABA noti personaggi della cultura artistica torinese: Ariodante Fabretti, Alfredo D’Andrade, Eugenio Olivero, Noemi Gabrielli, Vittorio Viale, Augusto Cavallari Murat.

 

La SPABA si occupa anche di divulgare, attraverso pubblicazioni periodiche, i temi di ricerca che vengono proposti durante gli incontri in Sede o durante sessioni di convegni. Esse si sono  suddivise nel tempo comprendendo volumi di 'Atti', e, dal 1917, serie di   'Bollettini' che vengono inviati ai soci.

Confluita nel 1935 nella Deputazione Subalpina di Storia Patria la SPABA venne ricostituita nel 1946, riprendendo la sua attività scientifica e la pubblicazione del 'Bollettino'.

Ente Morale dal 1907, trasformata in ONLUS nel 1998, la SPABA gestisce donazioni liberali destinate a finanziare restauri conservativi di edifici ed opere d'arte, organizza mostre e convegni in collaborazione con gli Enti pubblici.